Marco vinco basso





Vinco si dimostra subito un interlocutore loquace, empatico e brillante, la stessa felice impressione che tagli corti capelli fini e lisci ha già convinto il pubblico di tanti illustri teatri.
Ivo Vinco: born Bosco Chiesanuova, Verona, 8 November 1927; died Verona, Related posts.
Don Calandrino di Cimarosa, che ho cantato a Salisburgo, sotto la direzione di Riccardo Muti.
Whoever sings Verdi, and sings it well, can never ruin his voice.Guai se non ci fosse!Concedimi una piccola provocazione: in unepoca di grandi rottamazioni, quali ritieni che siano gli aspetti su cui si possono avanzare istanze di rinnovamento nellambito del teatro lirico?Ho ancora bellissimi ricordi di quella produzione: il Festival perdere una taglia in due settimane di Aix En Provence, nel 2001.Fiorenza Cossotto who, even though they divorced after a marriage of 40 years, continued to call him her husband and was by his bedside in hospital for weeks earlier this year when he was suffering with a severe bronchitis.Come dicevo prima, inter-pretare significa mettere in relazione se stessi con la realtà, con le persone.Come Teatro direi, banalmente, la Scala.La questione non è tanto se rinnovare, ma cosa rinnovare.Recenti ingaggi includono: La Cenerentola e, offerta tablet samsung volantino anna Bolena alla Wiener Staatsoper di Vienna, il Barbiere di Siviglia (Basilio)a Nizza ePalma de Mallorca.Ha lavorato con importanti direttori di chiara fama, come: Zubin Mehta, Alberto Zedda e Marc Minkowsky.Come ascoltatore direi invece Verdi: un vizio di famiglia.Occorre una precisazione: una cosa è nuova in relazione ad una che la precede.In Italia ha cantato alla Scala di Milano, al Comunale di Firenze, al Carlo Felice di Genova, al Comunale di Bologna, alla Fenice di Venezia, allOpera di Roma, al Regio di Torino, al San Carlo di Napoli e, naturalmente, al Filarmonico e allArena di Verona. .Quando mi viene detto tu riesci a far vivere i tuoi personaggi io rispondo che in realtà loro sono già vivi.Bassi e tenori, gioie e dolori.La bohème with Mirella Freni, Gianni Raimondi and Rolando Panerai in 1964.Non credo di poter aggiungere molto alla innumerevoli opinioni sullargomento: molto semplicemente, credo che un docente vada valutato solo in base ai risultati che ottiene.Se i cosiddetti rottamatori della lirica fossero meno ignoranti e conoscessero veramente il passato, la storia, la tradizione, forse sarebbero meno capricciosi nelle loro scelte, ed in teatro si vedrebbero cose più belle, più nuove nel vero senso del termine.Qui ci vorrebbe unintervista a parte, tanto è complesso largomento.


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